Intervista a MPGD STUDIO

Continua l’appuntamento con le interviste agli ospiti di Teach Me 6, stavolta ci parlano gli Mpgd Studio.
A voi!

073

_Ciao! Ci dite qualcosa di più di voi come singoli individui che non si può trovare sul vostro sito?
Siamo due soci fondatori  e 12 collaboratori dislocati tra Firenze, Milano e Pordenone. mpgdstudio.com è la sintesi di due percorsi professionali di quasi dieci anni di professione nella campo della comunicazione. Sia “mp” (Matteo Palmisano) che “gd” (Giuseppe D’Orsi) vengono da una esperienza formativa comune: il primo all’ISIA di Firenze e il secondo all’ISIA di Urbino, due istituzioni didattiche che hanno raccolto l’eredità della scuola di Ulm e della Bauhaus.

_Come vi relazionate tra voi per affrontare il progetto? Vi dividete i compiti e gli impegni oppure vi concentrate sullo stesso lavoro unendo le forze?
Massimo rispetto reciproco per la sensibilità e competenza di entrambi. siamo piuttosto complementari. Nella nostra collaborazione si ritrova inevitabilmente la storica coppia dell’Art Director e del Copy tipico delle agenzie di comunicazione di una certa dimensione dove una buona dose di imprenditorialità e managerialità direi che non manca affatto.

_Tra i vostri clienti ci sono diverse istituzioni pubbliche tra cui, per citarne alcune, il Ministero per le pari opportunità, il Ministero dell’università e ricerca, il Comune di Milano e quello di Pordenone. Com’è lavorare per loro?
Una bella palestra. Tanti vincoli e tante dinamiche con cui è necessario confrontarsi. Riuscire a dialogare con realtà diverse è importante e crediamo estremamente formativo. La creatività si deve confrontare con i vincoli in ogni settore disciplinare. La sfida è sempre quella di cercare di comprendere determinate dinamiche non solo progettuali, strategiche o produttive ma soprattutto e innanzitutto umane. Scherzando tra noi più volte ci siamo ripromessi che in futuro ci piacerebbe fondare un corso di ingegneria sociale.

_Qual è il lavoro che avete preferito fare di più, quello con cui vi siete trovati più in difficoltà e perché?
Non c’è un lavoro che si preferisce di più o meno, ma ci sono rapporti che funzionano meglio o peggio. Il segreto sta nel creare un rapporto di fiducia, poi viene il progetto grafico, ma è del tutto secondario. Le difficoltà poi ci sono sempre, ma non sono quelle che rendono un lavoro meno bello.

_Un’esperienza che ritenete importante del vostro percorso come professionisti?
Incontrare e aver potuto collaborare con tanti maestri come Ettore Sottsass, Stefano Boeri, Oliviero Toscani, Carlo Spoldi, Isao Hosoe solo per citarne alcuni. I viaggi sono fondamentali: sono un’occasione preziosa per scoprire davvero cos’è la cultura che ci circonda e come questa determina abitudini, comportamenti, oggetti, simboli che sono necessariamente contestuali, hanno un senso lì e in quell momento ma non è detto che siano validi per tutti. In quello spazio di senso c’è tutto il nostro lavoro.

_Lavorando capita di affrontare progetti meno interessanti dal punto di vista creativo ma più remunerativi. Com’è occuparsi di lavori di questo tipo?
I progetti quando si presentano hanno tutti una faccia diversa e problematiche altrettanto differenti, caricarli di valori è un po’ il compito di un creativo. Alcuni progetti possono avere un’aria meno creativa e poco piacevole ma possono invece avere un aspetto economico gratificante. È una questione di equilibri.
Come in una dieta per una sana alimentazione è importante riuscire a variare gli ingredienti e le pietanze; attendere solo il dessert forse alla fine dei conti ti può fardiventare diabetico.

scritto da:

One Trackback

  1. By Weme » Teach Me non finisce qui! on September 28, 2009 at 1:15 pm

    [...] di workshop si sono concluse, sul sito continuano i contributi come l’intervista agli Mpgd Studio, a cura [...]

Post a Comment

Your email is never shared. Required fields are marked *

*
*